Racconti della ripresa: 4- Era de maggio

I lacci delle scarpe da corsa pendevano inerti dallo scaffale nello sgabuzzino, dopo essere rimasti immobili nella stessa posizione per oltre due mesi. Per tutto il tempo dell’isolamento Francesco aveva rinunciato ad andare a correre. Non che non ne avesse avuto la possibilità; non ne aveva avuto la voglia: la corsa intorno a un palazzo non è come quella in un parco, e tanto gli era bastato per lasciare le scarpe più ferme di quanto non fosse lui.

Racconti della ripresa: 3- Tenerezza

Il riflesso del volto di Lucia assumeva tonalità di luce differenti man mano che muoveva la sua immagine nello specchio del bagno; in ognuno di quei riflessi rimanevano ben visibili i segni dei giorni di isolamento appena vissuti. I più evidenti, tuttavia, restavano ancora nascosti dentro di lei, coperti dal mal di testa che la accompagnava sin da quando si era svegliata.

Racconti della ripresa: 1- Ancora in un abbraccio

La luce tiepida del tramonto filtrava dalla finestra; il vento soffiava tra le foglie degli alberi, in lontananza l'ultimo cinguettio degli uccelli; il vociare sovrapposto dei vicini, così lontani nei loro balconi. Dalla prospettiva più consumata di quei giorni di isolamento, M. accendeva una sigaretta scrutando l’orizzonte di palazzi, finestre e ordinarietà.

Come una farfalla di carta

La tiepida luce del sole pomeridiano passa attraverso la finestra, posandosi sulle ali della farfalla. Immobile, rimane sul letto mentre la luce esalta le sottili linee nere sul suo corpo bianco. Rimane immobile, perché il suo destino non è quello di volare: è quello di fermarsi nella sua natura fatta tutta di carta. Il suo unico volo resta nei pensieri e nelle mani di Cristina, mentre indaffarata ne modella l’origami in questi oziosi giorni di isolamento. Lo stare a casa le ha fatto riscoprire una passione dimenticata da troppo tempo.

Otto giorni a settimana

«Ti amo ogni giorno ragazza/ Sempre nella mia mente/ Una cosa posso dire, ragazza/ Ti amerò per sempre/ Stringimi, amami, stringimi, amami/ Io non ho nient’altro che amore, ragazza/ Otto giorni alla settimana». Così in Eight Days a Week i Beatles ci raccontano di un ragazzo talmente innamorato della sua ragazza da scegliere di dichiarare il suo amore ben otto giorni in una settimana. Riflettendoci, trovo le parole di questa canzone legate in modo particolare alla data odierna.